Pelle e sole: proteggerla è anche una questione di nutrizione.
Estate. Sole caldo sulla pelle, cielo terso, voglia di stare all’aperto. È la stagione che più amiamo, ma anche quella che, più di tutte, mette a dura prova la salute della nostra pelle. Per molti di noi, la protezione solare si traduce in uno spruzzo veloce di crema al mattino. Eppure, proteggere la pelle in estate è una strategia molto più complessa, che va oltre la scelta della crema giusta. Anche ciò che portiamo in tavola ha un impatto enorme sulla bellezza e sulla salute della pelle. Nel cuore dell’estate, il Dott. Fabrizio D’Agostino, biologo nutrizionista e chinesiologo, ci accompagna a scoprire come proteggere davvero la pelle dai danni del sole, non solo con buoni prodotti cosmetici, ma anche grazie ai giusti nutrienti.
Perché il sole può diventare un nemico per la pelle
Molti associano il sole all’abbronzatura e al benessere. Ma pochi ricordano che, sotto la superficie dorata, si nasconde un’aggressione costante. I raggi UV penetrano nella pelle e, giorno dopo giorno, creano micro-danni invisibili, colpendo il DNA delle cellule, alterando il collagene e favorendo la comparsa di rughe e macchie. Quello che vediamo come un’abbronzatura sana, in realtà è la pelle che tenta di difendersi, producendo più melanina. Ma questa risposta non basta a fermare i danni a lungo termine. E non basta nemmeno restare all’ombra, perché fino all’80% dei raggi UV riesce comunque a raggiungerci, anche sotto le nuvole o un ombrellone.
Prodotti solari: come scegliere davvero bene
In commercio ci sono centinaia di creme, gel, spray e sieri solari. Come orientarsi? La scelta più importante riguarda il fattore di protezione solare (SPF). Chi ha una pelle più chiara, delicata o soggetta a macchie dovrebbe puntare a protezioni alte, come SPF 50+, mentre chi ha una pelle mediterranea può scendere a SPF 30, ma senza mai scendere sotto questa soglia, specie nei primi giorni di esposizione.
Poi c’è il tema della composizione. I filtri fisici, come ossido di zinco e biossido di titanio, riflettono i raggi solari e sono ideali per le pelli sensibili, perché più delicati. I filtri chimici, invece, assorbono i raggi UV e sono spesso più leggeri sulla pelle, ma possono dare fastidi in soggetti predisposti.
E non dimentichiamo la texture: le pelli grasse possono trovarsi meglio con fluidi leggeri o gel oil-free, mentre chi ha la pelle secca o matura può preferire una crema più nutriente. Gli stick sono perfetti per zone delicate come labbra, contorno occhi, cicatrici o tatuaggi. Infine, un consiglio che il Dott. D’Agostino ripete spesso in studio: riapplicare la crema solare ogni due ore, soprattutto dopo il bagno o se si suda molto. Spesso è proprio lì che si gioca la differenza tra una pelle protetta e una pelle danneggiata.
L’alimentazione: il fotoprotettore che nessuno considera
Se pensiamo a proteggere la pelle, la mente corre subito a creme e cappelli. Ma pochi sanno che anche il cibo è un potente alleato contro i danni solari. Una dieta equilibrata può aiutare a rinforzare le difese della pelle, prevenire le macchie e mantenere l’elasticità cutanea anche sotto il sole cocente. E qui entra in gioco il potere degli antiossidanti.
Frutta e verdura di stagione, come agrumi, kiwi, fragole e peperoni, sono ricchissime di vitamina C, che aiuta a neutralizzare i radicali liberi prodotti dai raggi UV e a stimolare la sintesi del collagene, mantenendo la pelle più tonica e resistente. La vitamina E, presente in mandorle, nocciole, semi di girasole e avocado, è un altro scudo naturale contro l’invecchiamento cutaneo, proteggendo le membrane cellulari dai danni ossidativi.
E non possiamo dimenticare i carotenoidi, come il beta-carotene e il licopene, che regalano il colore acceso a carote, albicocche, pomodori e anguria. Oltre a dare un bel colorito, contribuiscono a una leggera protezione naturale dai raggi UV. È comunque vero che non potranno ma sostituire la crema solare, ma possono rendere la pelle meno vulnerabile ai danni del sole.
Infine, gli acidi grassi essenziali, come gli omega-3 presenti nel pesce azzurro, nei semi di lino o nelle noci, svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere la pelle elastica e ben idratata. Una pelle carente di questi grassi buoni tende a disidratarsi più facilmente e a mostrare più segni di stress.
Idratazione: il gesto più semplice (ma spesso trascurato)
L’estate è una stagione in cui perdiamo liquidi più velocemente. E quando l’organismo è disidratato, la pelle è la prima a risentirne, apparendo più secca, spenta e meno elastica. Bere almeno un litro e mezzo o due di acqua al giorno è la base, ma possiamo potenziare l’idratazione anche con cibi ad alto contenuto d’acqua come anguria, melone, cetrioli e zucchine. Sono piccoli gesti che, sommati, possono fare una grande differenza per la pelle.
Sfatiamo qualche mito
Molte persone credono che abbronzarsi lentamente sia una protezione sufficiente, ma purtroppo non è così. I danni cellulari si accumulano comunque. Anche le giornate nuvolose sono pericolose, perché la maggior parte dei raggi UV riesce comunque a passare.
Altro mito da sfatare? Eccolo qua: il fondotinta o il trucco con SPF non bastano come unica difesa se ci esponiamo a lungo al sole.
Il Dott. Fabrizio D’Agostino biologo nutrizionista e chinesiologo,
integra le competenze nutrizionali con consigli mirati sul benessere della pelle
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AUTORE
Dott. Fabrizio D’Agostino
Laureato in Scienze Motorie
Laureato in Biotecnologie per la salute
Laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana
Master in Dietetica Applicata allo Stile di Vita: dalla Sedentarietà all’Attività Sportiva
Docente master universitari

